giovedì 31 marzo 2011

Intrigo Internazionale

Ieri sera sono andata al cinema a vedere Intrigo Internazionale di Hitchcock (titolo originale “North by Northwest”, 1959).
L’avevo già visto anni fa e non me lo ricordavo molto bene (più che altro me lo ricordavo a pezzi). Devo dire che è sempre molto bello, e come sa rendere la suspence Hitchcock non lo sa fare veramente nessuno! Il protagonsita è Cary Grant (fascinosissimo come sempre) che si trova coinvolto suo malgrado in un intrigato complotto di spie. Proprio bello, come tutti i film di Hitchcock direi!


Se anche voi siete rimaste incantate dal fascino di Cary Grant, potete leggere qui il post che gli ho dedicato.


La famosa sequenza dell'aereo



Il finale con l'inseguimento sul monte Rushmmore (quello con le facce dei presidenti Usa...)


La meravigliosa casa vicino al monte Rushmore

Emma Watson: teniamola d’occhio

E’ di pochi giorni fa la notizia che Emma Watson ha “spodestato” Julia Roberts divenendo la nuova testimonial per Lancôme.
Ai più immagino che il nome Emma Watson non dica niente, ma se dico che è la maghetta Ermione di Harry Potter, allora qualcosa viene in mente… In Inghilterra è una vera e propria icona fashion, ha posato per varie copertine di riviste di moda e presenzia sempre alle sfilate. Nel 2009 e 2010è stata testimonial della campagna pubblicitaria di Burberry (per la quale ha posato col fratello). Le sue mise sono sempre molto modaiole, ma allo stesso tempo è una delle poche star che ha uno stile chic ed elegante (è vero, ogni tanto ha avuto qualche caduta di stile, ma d’altronde ha solo 21 anni!). Teniamola d’occhio perché sono sicura che non ci deluderà!




La campagna Burberry. Anche qui hanno abbondato un po' troppo con Photoshop...

Ad una sfilata londinese

Sulla copertina di Elle

lunedì 28 marzo 2011

Per la serie “Strano ma vero” ……parliamo di Parchi Tematici

Ecco i parchi tematici più bizzarri del mondo!

3° classificato

DOLLYWOOD, Tennessee, USA



In Italia non è così nota al grande pubblico, ma negli Usa è una vera e propria star della musica country:Dolly Parton. Così nota da dedicarle un parco tematico! Ebbene sì, a Dollywood si può provare l’ebrezza di salire sul Dolly's Home On Wheels (la casa su ruote di Dolly), o assistere al Dolly's Family Reunion (la riunione della famiglia di Dolly)? E si può anche visitare l’armadio di Dolly! Non per niente è l’attrazione più visitata del Tennessee (forse perchè non ce ne sono altre!).




2° classificato


THE AGRODOME, Rotorua, Nuova Zelanda
http://www.agrodome.co.nz/


Il fiore all’occhiello del parco è il “Freefall Xtreme” che simula una caduta libera da un aereo con l’aiuto di un tunnel del vento con la forza di 1.000 cavalli. Ma per i più tranquilli il parco offre anche uno show di tosatura di pecora.



1° classificato


HOLY LAND EXPERIENCE, Orlando, Floridahttp://www.holylandexperience.com/



Lo so, sembra incredibile ma esiste veramente. Questo parco si ispira alla Bibbia. E’ nato dal fondatore di un canale televisivo evangelista (e in America ce ne sono tanti) e si ripropone di far conoscere com'era la vita ai tempi di Gesù. Tra le attrazioni principali: il villaggio giudeo, il giardino del Calvario, l’ultima cena, il modellino della Gerausalemme nel 66 D.C. e The Jesus Boat (la barca di Gesù).



Premio della critica


Grutas Park, Southern Lithuaniahttp://www.grutoparkas.lt/index-en.htm


Questo parco tematico merita il premio della critica. Mentre degli altri tre se ne poteva volentieri fare a meno, questo invece mi sembra molto interessante. E mi piacerebbe visitarlo. Non nascondo la mia curiosità per tutto quanto riguarda il periodo comunista che per anni ha dominato i paesi dell’Est Europa. In una percorso di 2 km, in questo parco troviamo sia le enormi statue di Lenin e Stalin che un tempo dominavano le città comuniste, che torrette d’avvistamento e segmenti di campi di concentramento siberiani.
http://www.dollywood.com/

venerdì 25 marzo 2011

Houdini l'illusionista

Ieri Google ha dedicato il proprio Doodle (che è l’immagine attorno alla scritta “Google”, l’ho scoperto ieri) a Houdini in onore dei 137 anni dalla sua nascita.

La figura di Houdini mi ha sempre affascinato molto. Già il nome è affascinante (che peraltro ho scoperto non essere il suo vero nome, infatti Ehrich Weisz fa tutto un altro effetto…). Con i suoi spettacoli e i suoi esperimenti ha affascinato moltissime persone. Gli spettacoli di illusionismo sono fantastici anche ora, ma mi immagino come potessero essere ai suoi tempi….E’ stato veramente un genio.
Nato a Budapest nel 1874, si trasferì con la famiglia negli Stati Uniti quando ancora era bambino. Appena ventenne, intraprese la carriera di illusionista e pochi anni dopo (1893) incontrò colei che divenne moglie nonché assistente di scena per il resto della sua carriera. La fama arrivò nel 1900, al ritorno da una tournée europea che riscosse parecchio successo.
Non sto qui a parlare dei suoi fantastici numeri di illusionismo che tutti conoscono… Ma ciò che forse non tutti sanno è che dopo la morte della madre divenne un esperto di parapsicologia. E dedicò gran parte del suo tempo nel cercare di smascherare i medium che assicuravano di mettersi in contatto con l’aldilà. Arrivò perfino ad offrire un premio in denaro a chiunque avesse dimostrato di avere doti soprannaturali. Inutile dire che il premio non venne mai ritirato. Houdini morì nel 1926 a causa di una peritonite causata dalla rottura dell’appendice.


"Il mio cervello è la chiave che mi rende libero" - Harry Houdini



mercoledì 23 marzo 2011

Salton Sea - Il lago californiano che sta lentamente morendo

Questa è la storia vera di un lago nato poco più di un secolo fa e che sta lentamente morendo.
Alcune palme (non proprio in ottima salute)  cresciute nel lago
Quello che ora è un luogo deserto ed abbandonato, 50 anni fa era chiamato "French Riviera of California". E’ stato per 50 anni (dal 1920 al 1970 ca.) il luogo di villeggiatura di celebrità e di ricche famiglie che qui trascorrevano le vacanze tra yacht club, resort, ristoranti, e campi da golf. Il lago era nato “per sbaglio” nei primi anni del ‘900 quando il fiume Colorado ruppe i deboli argini distruggendo comunità, fattorie e inondando la linea ferroviaria Southern Pacific Railroad. Ma creando anche il più grande bacino d’acqua della California. Praticamente un mare dentro un deserto. Sì, perché il Salton Sea, a soli 30 miglia da Palm Springs, copre circa 970 km2 ed è il lago più grande della California. Ed il fatto di essere 69m sotto il livello del mare (all’incirca come la Death Valley) lo rende ancora più unico nel suo genere. Ma dal 1970 cominciò ad aumentare la salinità dell’acqua a causa di infiltrazioni saline del terreno. Aggiungiamoci poi gli scarichi di una vicina industria, i pesticidi dei vicini campi coltivati…. ed il gioco è fatto. Risultato? Il lago divenne in breve il 25% più salato dell’oceano, pesci, uccelli e vegetazione cominciarono a morire, e dalla metà degli anni 80 cominciò la sua lenta decadenza. Pian piano le famiglie cominciarono a non passare più qui le loro vacanze, e senza il turismo tutto ciò che era stato creato dall’uomo intorno al lago, pian piano venne abbandonato. Ora intorno al lago non ci sono altro che città fantasma, piante morte e desolazione. Persino il vecchio Yacht Club è stato trasformato nel “Salton Sea Museum”. C’è anche un’altra corrente di pensiero, che dice che il problema del lago è solamente il fatto che sia “salato”. Molto salato. Perché il lago non ha sbocchi, quindi il sale semplicemente rimane nel lago. E d’estate qui si raggiungono temperature molto alte: l’acqua evapora e il sale rimane. Altro sale. Quale sia il problema del Salton Sea probabilmente non si saprà mai, come sempre ci sono tante realtà che unite formano la verità. Ma quel che rimane è un luogo che per anni è stato vivo, che ora sta lentamente morendo. E oltre al sale, lascia anche un po’ d’amaro in bocca.
http://ngm.nationalgeographic.com/ngm/0502/feature5/fulltext.html
http://www.aolnews.com/2011/03/13/the-salton-sea-a-dead-sea-ready-to-rise/
http://en.wikipedia.org/wiki/Salton_Sea

Il vecchio North Shore Yacht Club, divenuto ora the Salton Sea Museum

Moria di pesci nel lago

martedì 22 marzo 2011

La morte a Venezia

La settimana scorsa ho finito di (ri)leggere “La morte a Venezia”.
E’ un libro che mi piace molto, anche se non è che sia semplicissimo. Più che la storia mi piace molto l’ambientazione: il periodo (primi del novecento) e il luogo (il lido di Venezia). La prima volta che ho letto il libro è stato più o meno 10 anni fa, ai tempi in cui frequentavo la scuola di restauro: mi ricordo che lo leggevo sul treno mentre da Parma andavo a Mantova. Prima ancora del libro però avevo visto il film. Cioè: una volta l’avevo visto (tutto) e una volta avevo iniziato ma avevo desistito dopo 10/15 minuti. La prima volta era in seconda serata, ero con mia mamma e non siamo arrivate oltre la scena della gondola: troppo lento. Oltretutto non avevamo idea della trama, sapevamo solo che era un film famoso ed eravamo curiose. La seconda volta (quella andata a buon fine) invece mi avevano prestato una videocassetta. Mi ricordo ancora che era un pomeriggio estivo, ero a casa nullafacente (ai tempi andavo ancora a scuola) e avevo un po’ di film da guardare. Cioè, non è che fossero proprio i classici film in cassetta che si guarda un’adolescente in un pomeriggio d’estate, erano dei film piuttosto impegnativi, ma in casa avevo quelli e non li avevo mai visti. Quindi, in un bel pomeriggio d’estate, anziché andarmi a prendere un gelato, mi sono messa sul divano a guardarmi “La morte a Venezia”. Non paga, quando dopo qualche anno sono andata a Venezia con la mia compagna di sventura Betta, da brava fan, ho fatto anche un pellegrinaggio (con tanto di foto ricordo tra l’altro venuta malissimo) all’Hotel de Bains!
Come sempre per le cose che mi interessano, mi sono documentata su Wikipedia (sia sul libro che sul film) e questo è quanto ho scoperto:
-       La 1ª edizione originale del libro è del 1912, mentre il film (diretto da Luchino Visconti) è del 1971
-       A quanto racconta la moglie di Mann, il film sarebbe stato ispirato da fatti realmente accaduti e personaggi incontrati durante un loro viaggio a Venezia (es. il gondoliere senza licenza, il cantante, il commesso dell’agenzia di viaggi)
-       Anche il personaggio di Tadzio pare sia stato ispirato da un ragazzo realmente esistito ed incontrato appunto da Thomas Mann appunto durante la vacanza al Lido. Sarebbe un certo Barone Władysław Moes
-       Nel film il prof. von Aschenbach era interpretato da Dirk Bogarde, Tadzio da Björn Andresen e la madre di Tadzio da Silvana Mangano
-       Per cercare un attore adatto ad interpretare Tadzio, Visconti fece dei provini in alcune scuole e palestre norvegesi e svedesi
-       In un primo momento la Mangano non venne reclutata per interpretare la madre di Tadzio in quanto il suo cachet troppo alto. Venne invece contattata un’altra attrice, che però rifiutò in quanto considerava il personaggio secondario. Saputo ciò, la Mangano si offrì di interpretare il ruolo senza pretendere alcun compenso.
Consiglio assolutamente di leggere il libro e vedere il film per chi ancora non l’ha ancora fatto!

Dirk Bogarde (il Prof. Aschenbach)
(Tadzio)

L'hotel de Bains al Lido
Interno dell'hotel



Scarpe: outfit e taccate

Non so se sono io che sto invecchiando….
Ma a volte quando leggo su internet le notizie di gossip, mi rendo conto che metà delle persone non le conosco…. Una volta ero più aggiornata. Ma adesso con tutti questi telefilm del cavolo non ci capisco più niente. Non sono più al passo con i tempi, ahimè.
Comunque, tutto questo per dire che stavo appunto guardando su Style.it degli “outfit” (che tradotto in parmigiano si dice “taccate”, anche se in inglese suona molto più figo) di alcune donne, immagino attrici, mai viste né sentite. Tra tutte, queste due sono quelle che mi hanno colpito di più, e per due motivi completamente diversi.




Questa tale Virginia Williams (che leggo dalla didascalia essere - o meglio definirsi - un’attrice) ha delle scarpe di almeno un numero in più del suo. Ma dico: non se n’è accorta? E come cavolo fa a camminare senza perdere le scarpe? Avrei proprio voluto vederla sfilare sul tappeto rosso… Forse non ci avrete mai fatto caso, ma capita spesso di vedere delle star (o starlette) fotografate a degli eventi con delle scarpe del numero sbagliato. Io personalmente non sono ancora riuscita a darmi una risposta del perché non si comprino le scarpe del numero giusto. O meglio, una risposta me la sono data, ma è molto triste: e cioè che le scarpe sono in prestito (dagli stilisti ovviamente).


Quest’altra tizia, tale Emily Browning (anche lei si spaccia per attrice), ha le scarpe del numero giusto, ed ha avuto la brillante idea di infilarsele sopra i calzini del fidanzato. L’idea dei sandali con le calze è anche un’idea carina, tuttalpiù che i sandali che indossa sono spiritosi. Ma almeno mettiti un paio di calze un po’ carine! Mica come quelle che indossa, tutte strafognate in punta!
Quando ero ragazzina (cioè l’altroieri) avevo anch’io un paio di sandali come i suoi. I miei però avevano la zeppa leggermente più bassa ed erano in jeans. Li avevo comprati dalla Benetton e li avevo portati un sacco. Erano troppo belli!!!

venerdì 18 marzo 2011

Non confondiamo la Caledonia con la Nuova Caledonia!

Leggo tra i titoli della sezione “Parma” del sito Repubblica di oggi:

Boom del Prosciutto di Parma
Export anche in Caledonia

Le vendite all'estero nel 2010 hanno toccato i 200 mln di euro, miglior risultato di sempre. Storico sorpasso degli Stati Uniti sulla Francia. L'asso nella manica è il preaffettato

E sinceramente non capisco cosa ci sia di così strano: la Caledonia, pur avendo questo nome esotico, altro non è che il nome con cui anticamente veniva chiamata la Scozia. Siccome so che la maggior parte delle persone non sa dove e cosa sia la Caledonia (sinceramente non lo saprei nemmeno io se non avessi la passione che ho per la Scozia), incuriosita, ho voluto leggere l’articolo.
Infatti, una volta cliccato sul link, appare il titolo “Corretto”, e cioè:


Boom del Prosciutto di Parma
Export anche in Nuova Caledonia

e questo sì che ha un senso.

Peccato che tra la Caledonia e la Nuova Caledonia (che è un’isola sperduta nel pacifico a metà strada tra l’Australia e le isole Fiji) ci sia qualche migliaio di chilometri di differenza….
Ho riflettuto sulla cosa e non ho capito se:
- E’ stato un errore di battitura
- Il giornalista è veramente convinto che Caledonia e Nuova Caledonia siano la stessa cosa
- Il giornalista, consapevole del fatto che esistono due paesi diversi che si chiamano Caledonia e Nuova Caledonia, è invece convinto dell’ignoranza dei parmigiani in generale ed in geografia in particolare

La moneta commemorativa

Leggo con grande interesse che è stata coniata la moneta da 5 punds commemorativa dell’imminente matrimonio tra Prince William e Kate Middleton.


Leggo anche che a Dicembre venne invece coniata un’altra moneta, commemorante l’annuncio di fidanzamento della coppia. Non ho visto quella di dicembre, ma spero sinceramente che sia più bella di questa di Marzo che, mi viene spontaneo dire (cioè scrivere):  l’è bruta bombè!

P.s.
Inutile dire che a Londra farò man bassa di tutto ciò (piatti, tazze, cucchiani, ditali, targhe,ecc.) che commemori il matrimonio dell'anno, per farne poi dono ai miei cari....
Siete avvisati!

Il thè delle cinque

Stavo riflettendo sull'usanza inglese del thè delle cinque che trovo molo carina. Ma, considerato che solitamente gli inglesi cenano alle 6/ 6.30, che senso ha prendere il thè un'ora prima di cena? Allora piuttosto fate il thè delle tre!

giovedì 17 marzo 2011

Il disgelo del Bryce Canyon

Sul sito di Repubblica ho trovato queste magnifiche immagini del Bryce Canyon. Non ci sono mai stata ma ci vorrei andare, anche se non so quando… Penso che dovrò aspettare qualche anno. In ogni modo senz’altro non quest’estate, dal momento che siamo in regime di ristrettezzze economiche (abbiamo appena comprato l’armadio e abbiamo qualche lavoretto da fare in casa come fare ridipingere le persiane e coprire la caldaia…).
Accontentiamoci guardando le foto:

lunedì 14 marzo 2011

Lo specchio della vita

Lana Turner, Lo specchio della vita, Imitation of life
Una piovosa domenica pomeriggio ... quale momento migliore per guardarsi un bel polpettone melodrammatico? Il film presecelto per ieri pomeriggio è stato Lo specchio della vita (Imitation of life), un film del 1959 con Lana Turner e Sandra Dee che avevo registrato qualche mese fa e non ancora (ri)visto.

Sono ormai passati quasi trent'anni dalla prima volta che, insieme a mia mamma, vidi per la prima volta questo film. E non so dire quante volte poi l'abbia visto e rivisto.
 E' un polpettone è vero, da guardare preferibilmente sole o in compagnia femminile, magari con un fazzoletto in mano per asciugarsi le lacrime, ma vi assicuro che ne vale la pena. 

E anche se non siete delle romanticone, vale la pena di vedere il film per imeravigliosi abiti indossati dalla Turner e appositamente creati dal costumista Jean Luois.
Eccone una carrellata:


Lana Turner, Lo specchio della vita, Imitation of life


  
Lana Turner, Lo specchio della vita, Imitation of life


Lana Turner, Lo specchio della vita, Imitation of life


Lana Turner, Lo specchio della vita, Imitation of life


Lana Turner, Lo specchio della vita, Imitation of life

Lana Turner, Lo specchio della vita, Imitation of life

lunedì 7 marzo 2011

Evviva le sarte di Chanel!

Ieri pomeriggio, nel mio peregrinare televisivo, mi sono imbattuta in un programma molto interessante (che come sempre accade per i programmi molto interessanti in cui ci si imbatte per caso, stava per finire). Il programma (del quale non so il nome), parlava delle preparazioni per la sfilata Chanel. Ma non era il solito programma che faceva vedere le modelle, il dietro le quinte, lo stilista e le solite cose… Facevano vedere un aspetto molto più bello e che purtroppo spesso è trascurato: come nasce un vestito. Sì perché io, per esempio, io penso che i vestiti vengano direttamente dalla Cina o giù di lì. Insomma, da posti dove la mano d’opera costa poco. D’altrone quando leggo le etichette dei capi che acquisto sono tutte Cina, Turchia, Pakistan o posti simili. E’ anche vero che io non compro capi Chanel, ma ormai con la globalizzazione pensavo che si facesse fare tutto là. Invece no. Ci sono delle signore (Francesi!) che eseguono a casa o nei loro laboratori i lavori che Chanel commissiona per loro. Per esempio c’erano 4/5 signore che facevano un ricamo tipo a tamburo, sembrava quasi un pizzo; era talmente grande che il telaio sul quale era fissato era grande come un tavolo. E poi c’era una signora anziana che applicava delle perline a delle bordature: questa signora diceva che nel periodo precedente le sfilate cuciva ininterrottamente giorno e notte, dormendo sono 2 ore.
Alla fine il ricamo è stato utilizzato per una cappa per un abito da sposa, mentre le bordature sono state applicate a delle giacche.
Quindi la prossima volta che mi ccapiterà di guardare una sfilata, non penserò solo a quanto sono belli (o brutti) gli abiti, ma anche a tutto il lavoro che c’è dietro.

venerdì 4 marzo 2011

Sempre a proposito di attori….stavolta uomini

Su Marie Claire (la mia nuova rivista preferita) ho letto un articolo sugli attori emergenti australiani. Ovviamente non ne conoscevo nemmeno uno. Però ho notato che, inconsciamente, guardando le foto di questi attori senza nemmeno leggere il trafiletto che spiegava in poche righe cos’aveva fatto ognuno di loro, me ne stavo già facendo un’idea . E soprattutto avevo già scelto quale preferivo tra tutti. E’ stata una cosa che è accaduta inconsciamente, me ne sono accorta solo alla fine.
Queste sono le foto, e sotto ognuna il mio commento (ho cercato di ricordare cosa avevo esattamente pensato nel primo momento che ho visto la foto: magari le parole non sono esattamente quelle originali, ma il senso sì!).


Sam Worthington.
 Troppo sicuro di sé. Il classico “tipo” non bellissimo ma di fascino. Non mi attira per niente. Troppo pieno di sé per lasciare spazio agli altri


James Frecheville.
Faccia da bravo ragazzo, un po’ campagnolo. La versione australiana di Michael Bublè. Sistemato a modo ptrebbe anche essere interessante ma sicuramente non il mio tipo.


Chris Hemsworth
Il belloccio. Così bello che probabilmente sarà anche stupido. Una conversazione con lui deve essere molto noiosa.


Craig Silvey
Il mio preferito. Carino, faccia simpatica, e soprattutto affidabile. Non troppo bello da vivere costantemente col patema della gelosia, ma sicuramente molto interessante. Mi piace.

giovedì 3 marzo 2011

Natalie Portman

Recentemente si sta parlando abbastanza di Natalie Portman, che pochi giorni fa ha vinto l’oscar 2011 come migliore attrice protagonista per “Il cigno nero”. L’unico suo film che credo di avere visto è stato “L’altra donna del re” dove interpretava Anna Bolena, quindi non è che mi possa definire una sua fan. Però mi piace molto il suo stile: è sempre molto elegante pur nella sua semplicità. E poi è anche vegetariana nonchè sostenitrice dei diritti degli animali. E per ultima cosa, devo dire che è una delle poche donne che riesce ad essere elegante persino col pancione!

Questa è una sua apparizione durante la cerimonia degli oscar




Mentre queste sono altre sue immagini col pancione
 























Alcune immagini meno recenti:




martedì 1 marzo 2011

Il fascino dell’uomo in abito

Generalmente alle donne piacciono gli uomini in divisa. Io invece devo dire che gli uomini in divisa non mi suscitano particolare interesse. Invece trovo molto interessanti gli uomini in abito elegante. Con questo non voglio assolutamente dire che io sia attratta dagli uomini vestiti in abito elegante, ma dico che l’abito rende decisamente più interessanti. Prendiamo ad esempio Colin Firth, il recente vincitore dell’Oscar 2011 come attore protagonista. Io non l’ho mai considerato esteticamente interessante, anzi, non l’ho proprio mai considerato esteticamente. Mi è seimpatico, mi sembra una brava  persona, ma bello proprio no. Invece, vedendolo nelle foto della cerimonia, tutto elegante con lo smoking  e la statuetta in mano…. devo dire che ha il suo fascino!