giovedì 29 marzo 2012

Il blog della Ludo

Sono ancora sconvolta da cosa mi è successo domenica: ero in casa con la Prima (che ha ancora la gamba mezza sciancata per via dell’operazione al femore) quando mi è venuta un’improvvisa voglia di spaghetti con le acciughe e i capperi. Allora ho chiesto alla Prima se me li preparava, ma lei mi fa: “Guardi signora Ludo che in casa non abbiamo i capperi”, Allora le dico: “Non c’è problema Prima chiamo in gastronomia e mi faccio portare direttamente gli spaghetti con le acciughe e i capperi!”. A volte non capisco proprio perché si fa tanti problemi quando è così facile prendere il telefono e fare una chiamata. Ma lei mi fa notare che è domenica, e le gastronomie sono chiuse. Però è aperta la Coop. Cosa???? La Coop???? Cioè io dovrei mettere piede alla Coop? Non se ne parla neanche. Ma alla fine ci sono dovuta andare, perché avevo proprio troppa voglia di spaghetti con le acciughe e i capperi . Mi sono bardata in modo da non essere riconosciuta (a parte che la gente che frequento io non frequenta certo i supermercati), con cappello, occhiali sa sole e impermeabile lungo. Arrivo, entro, e mi trovo di fronte un numero infinito di corridoi pieni di gente di tutti i tipi, pieni di carrelli straripanti di beni di ogni genere, la musica, la voce al microfono per chiamare le casse, bambini che urlavano, un brusio indescrivibile…. Mi sembrava di essere in un girone infernale! Ma io mi sono fatta coraggio e, senza dare nell’occhio sono andata alla ricerca dei capperi. Sono stata dentro tre interminabili ore, mi sono persa non so quante volte, mi sono fatta largo tra i carrelli e i passeggini, venendo continuamente urtata, e ogni volta che pensavo di aver trovato il corridoio giusto, poi scoprivo che invece era quello sbagliato. Alla fine ho trovato quei maledetti capperi e mi sono diretta alla cassa. Mi sono messa in coda schiacciata tra un arabo e una famiglia con quattro bambini e due carrelli, uno dei quali guidato da un bambino alto come il carrello e che mi continuava a sbattere contro le ginocchia. Poi finalmente arriva il mio turno e mi dicono che quella è la cassa riservata per i salvatempo. E che cacchio sono i salvatempo??? Ah beh, ma io le ho fatto una scenata che per cavarmi di dosso la cassiera mi ha fatto passare lo stesso. Ragazze, mai più una cosa del genere! Ma mai più! E pensate che mi hanno detto che esistono anche dei posti dove vendono le cose a prezzi bassissimi, ma solo cose non di marca. Sono tipo degli outlet ma di roba da supermercato, mi sembra che si chiamino discount o cose del genere. Mamma mia che paura! 


La Ludo è una tardona parmigiana. Ogni giovedì pomeriggio si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo di suo figlio. Si è separata l’anno scorso quando ha scoperto che il marito aveva una relazione col loro giardiniere russo, e con i soldi della separazione ha aperto un negozio di intimo in centro. Abita in centro, lavora in centro, e frequenta solo gente con i soldi. Trovi il blog della Ludo anche su Parmatoday

martedì 27 marzo 2012

La magnetica Katherine Hepburn (1907–2003)

La cosa di Katharine Hepburn che mi è sempre piaciuta è che la sua bellezza non risponde ai canoni classici e che ha sempre interpretato ruoli di donne raffinate. Se devo essere sincera però quando ho pensato di scrivere questo post su di lei avevo un’opinione che, devo ammettere, è un po’ cambiata dopo aver fatto le ricerche del caso. Di lei apprezzo comunque l’essere stata sempre fuori dal coro, sicuramente un’attrice che si differenziava dalle altre, ma, per dirla chiaramente, non penso che ci sarei andata d’accordo (troppo altezzosa, troppo altalenante, troppo scontrosa). Comunque leggete e giudicate.

La vita
Katherine Hepburn

sabato 24 marzo 2012

Starbucks I love you!

Stamattina quando sono uscita di casa c’era una bella aria frizzantina. Quell’aria frizzantina che ti rinvigorisce dentro. E mi ha subito fatto venire in mente l’aria che si respira in vacanza quando appena usciti dall’albergo si va in cerca di un coffee shop (possibilmente decente e il più vicino possibile) dove fare colazione. E per non sbagliare la metà delle volte si va a finire (almeno io e almeno quando sono in vacanza negli Usa) in uno Starbucks.


Lo Starbucks: che invenzione magnifica! Ci puoi fare colazione, merenda, pranzo, ci puoi stare delle ore come di puoi stare 1 minuto. In Italia non funzionerebbe, o almeno in Italia io non ci andrei (ma d’altronde io non faccio vado mai nemmeno a fare colazione al bar). Ma in vacanza è magnifico.

Ci si possono incontrare uomini in giacca e cravatta, studenti, mamme con bambini a seguito, gente di tutte le fasce d’età intenta a consumare una colazione ipercalorica alla velocità della luce. Roba che nel tempo che tu ci metti a decidere quale tipo di thè vuoi, in che tipo di tazza lo vuoi, e soprattutto quale dei 20 tipi di dolci vuoi (e cerchi di interagire con la persona alla cassa mentre ti sforzi di ignorare la coda spazientita dietro di te), loro hanno già ordinato, pagato, bevuto, mangiato e se ne sono già usciti col classico bicchierone in mano. Così finisce che passiamo il resto della vacanza a fare colazione con il muffin al mirtillo perché abbiamo imparato come si dice e sappiamo che almeno quello lo troveremo in tutti gli Starbucks d’America.

Allo Starbucks ti danno il thè (e il caffè) bollente. E poi, anche il bicchierone più piccolo è comunque grande. Io non sono mai riuscita a finirne uno. Allora cosa fai: esci anche tu col bicchierone in mano (che fa molto figo, soprattutto per noi italiani) e sali nella tua bella macchina a noleggio e infili il tuo bicchierone nel porta bicchierone (che fa figo tanto quasi come andarci in giro, ma un po’ meno perché in macchina ti vede meno gente).
Poi ci sono i beveroni ghiacciati alla frutta (o al caffè, cioccolato, cappucino, & co.), preparati sul momento, e con i quali fa ancora più figo andarci in giro. E per arrivarci in fondo ci vogliono quelle 2 o 3 orette… più altrettante per digerirli. Solo all’idea di bere quel miscuglio di panna, latte, caffè e cioccolato ghiacciati mi viene il mal di pancia. Eppure ci riescono in tanti, ci riesce anche Luca che se lo trangugia tutto d’un fiato e poi dice: “Mi sento un po’ appesantito….!”



Ci sono gli Starbucks di città e gli Starbuck di periferia. Quelli di città sono generalmente piccolini, con pochi tavoli (che non sono necessari perchè la maggior parte delle persone prendono, zuccherano e vanno). Quelli di periferia (di solito vicini ai centri commerciali) o quelli di quartiere sono invece più grandi e ci si respira un clima decisamente più rilassato: di solito hanno anche una zona con divanetti e qualche tavolino all’aperto.



giovedì 22 marzo 2012

Il blog della Ludo

Domenica sono andata al Fidenza Village: con questa primavera nell’aria un bel giretto all’outlet ci stava proprio bene. Mi ero organizzata la mia bella giornata con Ercolè e nessun rompipalle attorno, quando mi chiama mio fratello EzioMaria per stagnarmi la Maria Sole perché lui doveva andare al mare con la tipa con cui esce e sulla quale preferirei non fare commenti. Intanto che c’ero mi sono presa su anche quella palla al piede di mio figlio, in modo che almeno potesse fare compagnia alla Maria Sole e non starmi addosso tutto il giorno che io avevo già anche troppe cose a cui pensare. Allora li ho caricati tutti e due sul suv e siamo andati. Io quando sono al Fidenza Village mi rilasso un sacco: mi guardo le vetrine, scurioso nei negozi, mi provo un sacco di vestiti: insomma passo proprio una bella giornata. Ormai conosco anche le commesse (solo quelle dei negozi più cari ovviamente, mica quelle sciacquette dei negozi da proletariato). Verso sera però mi sono accorta che non avevo più dietro né Gian né la Maria Sole. Per fortuna invece Ercolè era in borsa come al solito. Ma non avevo proprio idea di dove li avevo lasciati. Per un momento ho anche avuto il dubbio di averli lasciati in macchina, ma non poteva essere perché mi ricordavo bene che per farli stare buoni gli avevo fatto mangiare 3 stecche di cioccolato al rum a testa comprate al negozio della Lindt. Allora mi sono detta: “Ludo, ormai hai quasi finito il giro, tanto vale che fai tutti i negozi, visto che manca solo mezz’ora alla chiusura”. E così ho fatto. E poi niente, quando ho finito i miei giri sono andata al centro informazioni per sapere se qualcuno me li aveva trovati. E lì mi hanno detto che in effetti erano stati segnalati dai vigilantes due bambini un po’ alticci che giocavano in zona galeone. Per fortuna stavano bene, e non avevano combinato danni. E io che mi sono preoccupata tanto nel tragitto dal centro informazioni al galeone!!! Me lo sono fatto tutto di corsa, sebbene avessi i tacchi e le borse. A volte penso di essere troppo apprensiva, ma sono fatta così, non ci posso fare niente. Alla prossima tesore!


La Ludo è una tardona parmigiana. Ogni giovedì pomeriggio si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo di suo figlio. Si è separata l’anno scorso quando ha scoperto che il marito aveva una relazione col loro giardiniere russo, e con i soldi della separazione ha aperto un negozio di intimo in centro. Abita in centro, lavora in centro, e frequenta solo gente con i soldi. Trovi il blog della Ludo anche su Parmatoday

giovedì 15 marzo 2012

Il blog della Ludo

L’altra sera con la Cicci abbiamo portato la Titti al Giappo. Io al Giappo ci sono già stata tante volte, ma sinceramente preferisco andare a Milano, perché i Giappo di Milano sono tutta un’altra cosa. E poi qua a Parma ci sono i camerieri cinesi, mentre a Milano sono giapponesi (lo so, li riconosco dall’accento). Comunque, ho voluto accontentare la Titti visto dato che insisteva tanto. Inutile dire che per l’occasione mi sono vestita a tema: ho trovato in un negozietto del centro un vestito vintage che ho un po’ riadattato. E’ in raso rosso con dei decori in oro, ma era decisamente troppo accollato per me! Ho voluto mantenere il collo alla coreana che secondo me era il suo bello, quindi l’ho dovuto tutto far aprire nella schiena per renderlo un po’ più sexy. Così dal davanti è un normale abito orientale, ma dietro è tutta un’altra cosa… La serata però non è stata un gran che. Innanzitutto ci hanno messo nel tavolo proprio davanti all’entrata. Subito ho pensato: che figata, mi metto di spalle così tutti quelli che entrano vedono il mio abito meraviglioso con la schiena tutta nuda che fa molto sexy. E infatti così ho fatto, solo che quando si apriva la porta entrava l’aria gelida, e non ho goduto molto... Poi non mi hanno voluto portare le posate, non c’è stato verso. C’erano le bacchette e si doveva mangiare con le bacchette. E così mi sono dovuta arrangiare, infilzando la roba a mo’ di spiedino. Oltretutto il menù non aveva le foto, quindi abbiamo dovuto ordinare tutto alla cieca. A me è capitata la zuppa all’uovo e il Sushi california: sono uscita che avevo più fame di quando sono entrata. L’unica cosa bella delle serata è stato il bagno che era bello caldo e aveva le luci colorate (sembrava di essere alle terme di Monticelli nella sala della cromoterapia). Morale: lo so che non dovrei dirlo perché sono una donna di gran classe, e io certi posti non li frequento, ma la prossima volta vado a mangiare torta fritta e salume in trattoria!


La Ludo è una tardona parmigiana che ogni giovedì si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo. Si è separata l'anno scorso quando ho scoperto che il marito aveva una relazione con un giardiniere russo. Ha un negozio di intimo in centro, abita in centro e frequenta solo gente con i soldi. Trovi il blog della Ludo anche su Parmatoday


mercoledì 14 marzo 2012

In palestra (2) / I copriscarpe

Sempre nella mia palestra (che non è una vera palestra ma una scuola di danza) hanno fatto comparsa da qualche mese degli oggetti misteriosi. La proprietaria della palestra li chiama “copriscarpe” e sono diventati il tormento di insegnanti e allievi. Questi benedetti copriscarpe sono delle cose orribili: delle specie di sacchetti dell’immondizia blu che si infilano sopra le scarpe e vengono fermati con un elastico. 

I magnifici copriscarpe, oggetti sexy e molto intriganti...

Sicuramente li avrete visti al indosso ai ris o in qualche puntata di C.S.I. Vi chiederete: perché indossare i copriscarpe in una scuola di danza? E me lo sono chiesta anche io. Tuttalpiù che la palestra è piccolina: ci sono 3 sale, un atrio e un corridoio lungo sì e un 4 metri , più lo spogliatoio. Tra l’altro dallo spogliatoio alle aule si accede solo con le scarpe da ballo o i calzini, quindi questi copriscarpe sono assolutamente INUTILI!

Ma questi benedetti copriscarpe hanno anche una storia…
La loro prima comparsa avvenne in una sera di ottobre, quando la zelante proprietaria distribuiva alla reception una bustina di plastica trasparente con dentro appunto loro, i copriscarpe.  Io me li infilo (per farla contenta), poi faccio lezione, torno nello spogliatoio, mi vesto, mi rinfilo le scarpe con i copriscarpe, esco, mi tolgo i copriscarpe e li rimetto nella bustina. E così faccio per le prime 2 volte. Finchè non mi accorgo che sto portando avanti e indietro nella borsa lo sporco delle mie scarpe. A questo punto decido di compiere un atto di ribellione: prendo il sacchetto con i copriscarpe e lo butto nel cestino.  E’ stato un atto liberatorio. Ma non vi nascondo che avevo un po’ di paura a tornare in palestra senza i copriscarpe. Temevo di essere multata, o peggio, che me li facessero ripagare. Così ho fatto 3/4 lezioni entrando e uscendo furtivamente con passo spedito e sguardo basso sperando che nessuno si accorgesse della mia trasgressione. E ha funzionato.
Poi un giorno, presa da rimorso e colpevolezza, mi sono fatta coraggio e ho chiesto alla reception un altro paio di copriscarpe (ebbene sì, ho mentito dicendo che li avevo rotti). E vi dirò di +, mi ero anche già preparata una scenata nel caso mi avessero chiesto di pagarli. Ma invece… Colpo di scena! Erano cambiate le regole dei copriscarpe! Sì, perché (e nessuno me lo aveva detto, e non avevano nemmeno messo uno dei cartelli che a loro piacciono tanto) ora i copriscarpe non si portavano + a casa, ma si lasciavano negli appositi contenitori predisposti all’entrata della palestra. Così, non porto più lo sporco nella mia borsa, ma in compenso tocco con le mie mani lo sporco delle scarpe degli altri!

Ma la cosa che + mi fa incazzare è che dopo tutto questo casino per questi cavolo di copriscarpe, la lezione prima delle vacanze natalizie cosa vedo? La proprietaria che sgambetta per i corridoi con ai piedi un paio di scarpe taccatissim!!! E i copriscarpe?????

lunedì 12 marzo 2012

Cosa mi porterò dentro di Bruxelles

Eccomi tornata dal breve ma intenso viaggio a Bruxelles!
Vi dico subito che sono tornata entusiasta, e non posso che parlare bene di questa città assolutamente da vedere! Alla faccia di tutto quelli che mi dicevano: “Ma perché proprio Bruxelles?”, seguito da un “Ma cosa c’è da vedere a Bruxelles?”.
E non vi nascondo che dopo essermi sentita dire così da tutti, cominciavo ad avere qualche dubbio anch’io. Ringrazio quindi Federica, Nelly, e Katiu che coi loro commenti mi hanno tranquillizzata spendendo ottime parole per questa città.
Bruxelles è una città veramente bella, cosmopolita, multietnica ma allo stesso tempo a misura d’uomo. Forse non ci saranno i musei che ci sono a Parigi o a Londra, ma ci sono comunque tante coseda vedere, e anche solo fermarsi in una brasserie per sorseggiare una birra o un caffè vi assicuro che ha il suo fascino. Se volete concedervi un week end all’estero e avete voglia di vedere qualcosa di diverso ve la consiglio assolutamente!

Queste sono le cose di Bruxelles che mi porterò dentro:

La Grand Place illuminata: è bellissima anche di giorno, ma di notte con le luci calde che illuminano i palazzi gotici è uno spettacolo!





Il mercato della pulci e il quartiere di Marolles: il più classico mercato delle pulci, dove si può trovare dal caricabatteria per cellulare usato, alla tazzina di caffè in ceramica anni ’50, il tutto (dis)ordinatamente disteso a terra sopra a delle lenzuola.



Guardarsi intorno per cercare il nome della via e accorgersi che il muro della casa alle tue spalle è interamente dipinto a fumetti! Bruxelles ama i fumetti e lo dimostra chiaramente con i murales sparsi per la città.



La piccole brasserie in legno dove fare una sosta e bere un bicchiere di birra bianca, e dove tutti i tavoli sono uniti a formare un’unica grande tavolata.



Le viuzze ciottolate dove i negozi di souvenir si alternano ai negozi di design




E per finire…. Il fantastico concerto jazz di Andy Middleton e la sua band, nel piccolo club The music village



Alla prossima!







giovedì 8 marzo 2012

E' da un po' di tempo che un dubbio mi perseguita...

E' da un po' di tempo che un dubbio mi perseguita...

Ma Nicola Savino è il fratello di Arisa????


Un breve saluto e poi si parte!

Un breve post per salutarvi prima della partenza per il week end. Eh già perché questa settimana il week end lo facciamo iniziare un giorno prima…. E si parte!

Cartolina (un po' vintage....) di Bruxelles

Per dove? Per Bruxelles! Dopo aver visitato la maggior parte delle capitali europee, ora non ci resta che dedicarci a quelle più piccoline (ma non per questo meno ricche di fascino). Devo dire che sono carica di aspettative per questa piccola capitale che sembra veramente molto carina. In particolare sono curiosa di assaggiare due delle delizie per cui il Belgio è famoso: la birra e il cioccolato (magari non abbinati insieme…).
Comunque ora, dopo aver ingabbiato la Prissi e averlo portato in pensione da mia mamma (dove verrà accudito, riverito, nutrito e coccolato anche se lei negherà fino alla morte di averlo fatto), non mi resta che buttare un po’ di roba in valigia e andare a letto che domattina si parte!

Il blog della Ludo

Stamattina mi sono svegliata piena di energia perché oggi è la festa della donna. Ho vestito Ercolè e siamo andati in negozio: gli ho fatto mettere uno spolverino giallo mimosa con una cinturina in vita tutta decorata con dei fiori applicati. Gli ho anche infilato nel bavero dello spolverino un rametto di mimosa che ha continuato a sgranocchiare per tutta la mattina (speriamo che la mimosa non sia velenosa). Io invece mi sono messa un tubino giallo fluò in vinile con delle platform rosa fuxia e decorate di paiettes e Swarovski. Tra i capelli ho messo anche delle palline di mimosa. Volevo vestire interamente di giallo anche Gian, ma si è alleato con la Prima (la domestica) e mi hanno boicottata. Peccato perché il giallo gli sta proprio bene. Gli avevo fatto fare una bella camicetta con le maniche a sbuffo da abbinare a un paio di pantaloni alla zuava ma niente, non c’è stato verso. Ormai non riesco più a gestirlo, mi si ribella. A proposito, non avete idea di quante mimose ho già ricevuto! Qua in negozio mi sono arrivati già 4 mazzi, dei quali 3 da ammiratori anonimi e uno dal papà di GianAntonio. Che poi proprio il mazzo del papà di GianAntonio me l’ha consegnato un ragazzo che era la fine del mondo! Sembrava il muratore della pubblicità della Coca di qualche annetto fa, ve lo ricordate? Beh io ci ho fatto un po’ la gatta morta, mi sono fata lasciare il numero e domani sera ci esco. Tanto il papà di GianAntonio ha la serata al cicolo di tennis, quindi sono con la coscienza a posto. Non volete sapere come festeggio la festa delle donna? Quest’anno ho deciso di dedicare la giornata interamente alla cura di me stessa, visto che sono una donna molto impegnata e ho così poco tempo per me. Alle 2 ho appuntamento in un centro benessere, e ho prenotato trattamenti fino alle 8 di sera. Viene anche Ercolè, e per l’occasione sfoggerà il nuovo accappatoio giallo mimosa con collarino in spugna, fatto fare per lui appositamente dalla mia sarta.


La Ludo è una tardona parmigiana che ogni giovedì si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo. Si è separata l'anno scorso quando ho scoperto che il marito aveva una relazione con un giardiniere russo. Ha un negozio di intimo in centro, abita in centro e frequenta solo gente con i soldi. Trovi il blog della Ludo anche su Parmatoday

martedì 6 marzo 2012

Kylemore abbey: il castello che divenne abbazia

Se per caso avete in mente un viaggio in Irlanda, non potete assolutamente non visitare Kylemore abbey. Anche se ora viene chiamato abbazia, quello di Kylemore è un vero e proprio palazzo- castello della fine del XIX° secolo. 

domenica 4 marzo 2012

Racconto: "Nel cortile di mia nonna"

Oggi ho pensato di fare un regalino a tutti voi lettori del mio blog dedicandovi questo breve racconto scritto qualche mesetto fa. Come sapete nel tempo libero (e quando l'ispirazione si fa viva...) mi piace scrivere racconti, qualcuno già pubblicato sul blog e quancun altro ancora nel cassetto....
Spero  vi piaccia!

Nel cortile di mia nonna
di Silvia Diemmi
Quattro chiacchiere al parco (2008)
 di Tiziana Baiesi

giovedì 1 marzo 2012

Il blog della Ludo

                                        


Venerdì scorso sono andata dal Prof. Anitponi con Gian per una visita di controllo. Il Prof. Anitponi è lo psicologo di Gian, ed è stato lui a consigliarmi di scrivere i miei pensieri su questo blog, blob, o come cavolo si chiama. Mi ha detto che ha trovato Gian molto migliorato dall’ultima visita. In effetti ho notato anche io dei miglioramenti: adesso non stacca più le teste alle Barbie della Maria Sole, ma taglia le code e le criniere ai Mini Pony. Il professore dice che è una fase evolutiva: è passato dal mondo umano a quello animale, dice che la prossima fase sarà quella vegetale. Per quanto riguarda invece il fatto che si dà il mio smalto Dior Blue Tie (limited edition) sulle unghie, dice che non mi devo preoccupare, che è una fase anche quella. Se lo dice lui..


Oh mama mi stavo scordando: vi volevo aggiornare sull’evoluzione delle mie love story. L’imprenditore di Tizzano poi l’ho mollato perché era troppo intellettuale. Pensate che una sera mi ha invitata a un concerto di musica da camera: io credevo che fosse un modo gentile per invitarmi a passare la notte da lui, e ovviamente ho accettato. Invece mi ha portata a teatro, una palla… Cioè, esiste veramente un tipo di musica che si chiama “da camera”, ma vi rendete conto? Invece con la scusa di far fare ai bambini i compiti insieme, sto frequentando il papà di GianAntonio. Riguardandolo bene, e da vicino, devo dire che è proprio un cesso, ma ha tanti di quei soldi da star male! Quindi per il momento me lo tengo buono. Alla prossima tesore!


La Ludo è una tardona parmigiana che ogni giovedì si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo. Si è separata l'anno scorso quando ho scoperto che il marito aveva una relazione con un giardiniere russo. Ha un negozio di intimo in centro, abita in centro e frequenta solo gente con i soldi. Trovi il blog della Ludo anche su Parmatoday