sabato 29 settembre 2012

1 anno di Ludo


Ma lo sapete che oggi il blog della Ludo compie un anno?


Sembra ieri quando quel giovedì pomeriggio, con quelle sue unghie affilate, mi ha strappato di mano la tastiera per mettersi a scrivere il suo primo post terapeutico.
Quante ne ha combinate in un anno quella pazza della Ludo… Vi ricordate l’incidente in via Farini? E l’uscita in Suv con la neve? E quando si è mascherata per Halloween? E per Carnevale? E i ritocchini dal chirurgo prima del Natale? E poi i suoi flirt: il medico di Lodi, il papà di Gianantonio, e il mitico Nettuno dio del mare.
Insomma, si fa proprio fatica a starle dietro.

Per festeggiare il primo anno del Blog della Ludo ho pensato di indire un nuovo sondaggio tra le amiche della Ludo (e cioè tutte voi). Dopo aver scoperto grazie al primo sondaggio il colore dei capelli della Ludo, questa volta vi chiedo:

Quale sarà l’oggetto del desiderio della Ludo per questa nuova stagione A/I 2012/2013?

Ho selezionato tre accessori che rispecchiano pienamente lo stile sobrio ed elegante della Ludo. Qui sotto li vedete in anteprima, potete vederli nel dettaglio su Facebook (potete accedere anche se non siete iscritte).




Trovate il sondaggio nella home page del blog (qui in alto, nella colonna di destra)


Partecipate numerose.... soprattutto perchè non si vince niente!

A metà Ottobre si chiuderà il sondaggio e sapremo quale sarà l’oggetto del desiderio della Ludo per questa nuova stagione A/I 2012/2013!


giovedì 27 settembre 2012

Il blog della Ludo

Come promesso vi aggiorno sugli sviluppi della love story con Nettuno il dio del mare . In pratica, dopo la disastrosa esperienza in barca io non mi ero fatta sentire per un po’. Perché gli uomini bisogna farli un po’ aspettare, mica dargliela vinta subito. E poi al numero che mi aveva dato rispondeva una vecchietta, si vede che l’avevo scritto male. 
Fatto sta che tramite giri che non vi sto a spiegare sono riuscita a recuperare il numero giusto (che era completamente diverso da quello che mi ero segnata, non capisco) e l’ho chiamato. Abbiamo fatto due chiacchiere e poi ci siamo dati appuntamento per vederci domenica nel tardo pomeriggio in centro. Non so da voi, ma qua a Parma la domenica pomeriggio, soprattutto in estate, è un vero mortorio. Non c’è un cane. Comunque va beh, mi sono messa in tenuta da caccia grossa e sono andata, convinta di portarmi a casa la tanto agognata preda. Arrivo e come mi si presenta lui (oltretutto pure in ritardo)? Camicia sbottonata, bermuda mimetiche e infradito di gomma. 
La mia libido ha avuto un calo abissale ed è scesa sotto la suola dei sandali (Versace, ovviamente). Facciamo questa passeggiata in centro in cui mi parla del suo interessantissimo lavoro di carrozziere e di tutte le macchine su cui ha lavorato negli ultimi 6 mesi. Poi mi fa: “Ci andiamo a mangiare qualcosa? Ti porto da un mio amico dove si mangia molto bene”. Va beh, gli dico io, almeno mi rimedio una cena e poi me ne vado a casa perché di farmi vedere in giro con sto qua conciato così non ci penso proprio. Ma non mi porta mica da Aziz il kebabbaro? No beh, mi sono rifiutata di varcare la soglia. Ho fatto finta di essermi ricordata di avere lasciato il gas aperto e me la sono data a gambe levate! 


La Ludo è una tardona parmigiana che ogni giovedì si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo. Si è separata l'anno scorso quando ho scoperto che il marito aveva una relazione con un giardiniere russo. Ha un negozio di intimo in centro, abita in centro e frequenta solo gente con i soldi.




sabato 22 settembre 2012

Il mio sport preferito... devono ancora inventarlo!

Con lo sport non ho mai avuto un buon rapporto. Io ero una di quelle che a scuola odiava l'ora di educazione fisica. Durante la corsa di riscaldamento dopo mezzo giro della palestra ero già spompata con la milza in mano, durante la partitella a pallavolo nessuno mi passava mai la palla, e la mia battuta non riusciva quasi mai a oltrepassare la rete.
Poi ho voluto seguire la moda e iscrivermi in palestra: un disastro completo.
Ma andiamo con ordine.


Tutto cominciò con i corsi di nuoto.
Persino lui nuota meglio di me
Tanti corsi di nuoto: d'inverno, d'estate, e persino al mare. E niente, nessun risultato. Anzi ora quando entro in una piscina coperta mi prende l'ansia. Ho ancora gli incubi se penso al "riscaldamento" (come si chiamava allora) a bordo vasca prima di tuffarsi, alle tavolette di legno, e a quelle orribili scarpette di gomma che ci facevano indossare. Ma la svolta decisiva è stato l'insegnate che ci sbatteva le tavolette di legno in testa.Niente, non ho imparato niente. Soldi e tempo buttati via.




Poi è arrivata la danza classica
Danzare sulle punte,
sogno irraggiungibile
La danza mi piaceva, mi è sempre piaciuta. Ma l'insegnante era una Hitler in tutù. Tutte le lezioni erano state finalizzate al saggio di fine anno, nel quale noi bambine dovevamo fare da "scenografia" alla diva, una bambina di un corso più avanzato che danzava sulle punte al centro della scena, mentre noi povere ochette le facevamo da contorno con movimenti elementari oltretutto svolti al rallentatore. Una vera umiliazione. E io che avevo fatto danza per imparare a ballare sulle punte, mi ritrovavo a fare la bella statuina. Magicamente però ero diventata talentuosa e insostituibile (a detta dell'insegnate al telefono con mia mamma) quando l'anno successivo si trattava di iscriversi e pagare la quota. Mah...


Dopo la danza è stata la volta della pallavolo
Erano i tempi in cui tutte
sognavamo di essere Mila
C'è un'età (tra la 4° e la 5° elementare) nella quale a tutte le bambine piace la pallavolo. Trascinata da una mia compagna (guarda caso sorella dell'allenatrice, nonchè figlia di uno dei soci della cooperativa che organizzava il corso) mi imbattei in questa nuova avventura insieme ad altre compagne. Sarebbe stato anche bello se l'allenatrice si fosse sbattuta un minimo per insegnarci a giocare anzichè mettere noi imbranate (o "mani di pattona" come ci definiva elegantemente lei) a palleggiare contro un muro per tutto il tempo. Un divertimento che non vi dico. Qui avevo retto ben due anni, poi con la fine delle elementari mi ero decisa ad abbandonare. Ma evidentemente avevo scelto il momento sbagliato, perchè a settembre scoprii anche in questo caso di essere diventata misteriosamente talentuosa, anche qui proprio quando c'era da iscriversi e da pagare la retta. Mi ero poi effettivamente iscritta, ma da un'altra parte dove l'allenatrice ci trattava tutte allo stesso modo e ci insegnava pure. Mi sono divertita un paio d'anni, poi anche qui ho mollato.
  
Una brevissima esperienza di 15 giorni al campo estivo Scuola di sport Barilla, dove ci vennero fatti provare innumerevoli sport, nessuno dei quali suscitò ovviamente nè il mio interesse nè tantomento alcuna capacità.

E poi venne l'aerobica
Bellissima esperienza: dopo 10 minuti di corso ero già morta e in un bagno di sudore. Non ruscivo a seguire i movimenti, mi perdevo i passi ed ero continuamente indietro rispetto alle altre. Bocciata pure lei.

E la palestra
Lo step... esiste ancora?
Nella mia vita mi sono iscritta per ben 2 volte in palestra.
La prima volta era con un'amica: bella palestra, eravamo seguite e avevano persino cominciato a vedersi i risultati. Poi la pigrizia ha preso il sopravvento.
La seconda volta non so cosa mi era venuto in mente... Mi ero iscritta in una palestra dell'epoca del Duce dove dopo una breve introduzione agli attrezzi di 10 minuti nessuno mi aveva più cagata per i mesi successivi.
Va beh, esperienza da dimenticare pure quella.



Poi il vuoto per qualche anno finchè mi prese la passione per la corsa

La corsa sui tacchi
rimane sempre la mia preferita
Abitavo di fronte a un parco, dove decine di persone tutte le sere si allenavano correndo come dei pazzi. Perchè non provare, mi sono detta. E mi è piaciuto! Ma si sa, la pigrizia è sempre dietro l'angolo, così dopo qualche allenamento ho mollato. Ho poi ripreso negli anni, esattamente nel 2009, quando schifata dalla mia resistenza massima di ben 3 minuti consecutivi di corsa mi sono imposta di arrivare almeno fino a 30 entro la fine dell'estate. E così è stato. Mi ricordo ancora le sveglie alle 6 del mattino per allenarmi prima di andare in ufficio (quell'estate dovevo essere riposseduta ). Di tutti gli sport la corsa è sempre quello che mi piace di più. Anche se il caldo è sempre un'ottima scusa per camminare.

Venne poi l'acquagym
Le arzille vecchiette
compagne di corso di acquagym
Due anni fa, trascinata da una collega mi ero iscritta a un corso di acquagym. Ma non in una piscina normale, in una piscina con acqua salsobromoiodica all'interno di un centro termale qua vicino. Non per vantarmi, ma eravamo le due strafighe del corso, solo per il fatto che tra noi e le altre iscritte c'era una differenza di età di 30/40 anni. Ancora mi chiedo come facessero quelle arzille vecchiette a reggere fino a fine lezione. Tutto bene anche qui se non che una sera a momenti sono io che cado a picco come una pera cotta: dopo un'ora di acquagym in acqua a temperatura 30°, esco e mi butto sotto la doccia calda, fatto sta che la mia pressione se n'è andata sotto i piedi. Molto tranquillizante poi leggere il cartello all'ingresso della piscina che consiglia di non rimanere in acqua salsobromoiodica per più di mezz'ora (e il corso durava un'ora).


E infine lo yoga

La novità dell'anno passato è stato lo yoga. Qui mi sono iscritta da sola, senza amiche/colleghe trascinatrici e mi sono trovata bene. Lo yoga mi ha aiutata a rilassarmi, a combattere l'ansia, mi ha allungato i muscoli, insomma mi è proprio piaciuto. Unico neo: la palestra è gestita da pazzi. Ricordate i post in cui ne parlavo?
 In palestra/ i cartelli
In palestra (2) / I copriscarpe


giovedì 20 settembre 2012

Il blog della Ludo


Sabato a Parma c’è stato il Fashion day. Perché noi della città ducale non ci vogliamo far mancare niente, e soprattutto ci piace copiare quello che succede a Milano. Il risultato è stato una brutta copia del VFNO, anzi la versione dei “cugini poveri”. Ma per fortuna ci ho pensato io a ravvivare la serata. Ho organizzato infatti nella mia boutique un’esibizione di burlesque, e ovviamente la ballerina indossava i capi di lingerie in vendita nel mio negozio. Tutto uno svolazzare di piume e frange. Siccome la tesora si è fatta pagare profumatamente, per recuperare i soldi ho dovuto aumentare leggermente i prezzi, ma vi dirò che i prezzi sono già così cari di suo che nessuno se n’è accorto. Non vi dico la folla di gente accalcata davanti alla ballerina, e non vi dico lo stupore di tutti quando si è presentata alla maniera di Dita Von Teese dentro un bicchiere di Spritz (questa variazione di programma gliel’ho fatta fare io modestamente). Insomma è stato un successone, un sacco di uomini hanno fatto acquisti sperando di rimorchiare la ballerina, un sacco di donne hanno fatto acquisti sperando di rimorchiare gli uomini che speravano di rimorchiare la ballerina e la mia lingerie con piume e frange è andata a ruba. 

La Ludo è una tardona parmigiana che ogni giovedì si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo. Si è separata l'anno scorso quando ho scoperto che il marito aveva una relazione con un giardiniere russo. Ha un negozio di intimo in centro, abita in centro e frequenta solo gente con i soldi.

mercoledì 19 settembre 2012

Banana e cioccolato è anche su Twitter!



Banana e cioccolato è anche su Twitter!
Questo il link all'account: Banana e cioccolato 

E vi ricordo anche che Banana e cioccolato ha una pagina Facebook dove trovate tante info e soprattutto l'album della Ludo!






martedì 18 settembre 2012

Amarcord a Rimini e Rivabella


Chi sperava di leggere un post dedicato al famoso film di Fellini, rimarrà deluso. Questo infatti è un mio personalissimo amarcord di Rimini e di Rivabella di Rimini, ridente località turistica dove per 18 anni ho trascorso le mie vacanze. Se a Rimini ero tornata per un week end qualche anno fa, a Rivabella non avevo messo più piede da ben 17 anni, finchè qualche settimana fa, complice un week end passato a Rimini, ci sono voluta tornare.
Fino ai 18 anni la vacanza per me era il mare, e il mare per me era Rivabella. Ci sono stati gli anni dell’infanzia, in cui mi sembrava il paese più bello del mondo, e ci sono stati gli anni dell’adolescenza in cui mi andava stretta, i negozi mi sembravano pochi e brutti, il mare aveva le alghe, e le giornate passavano intermibabili mentre mi annoiavo in spiaggia.
E poi c’era Rimini, la città. Ci si andava ogni 
anno (era una sorta di pellegrinaggio) in autobus o più raramente la sera a piedi: si attraversava il paesino di San Giuliano, poi il ponte di Tiberio e si arrivava. Di Rimini mi ricordo una magnifica cartoleria che ai miei occhi di bambina sembrava enorme, con dei quaderni e delle biro bellissimi. Roba che qui a Parma ce la sognavamo. Ci stavamo dentro un sacco di tempo (così almeno mi sembrava) e io sgolosavo di tutto e di più. Poi insieme con mia mamma si decideva cosa acquistare (una biro o un quaderno, non di più) e il pacchettino e il suo contenuto venivano poi da me gelosamente custoditi come reliquie.
E c’era anche Marina centro, la Marina di Rimini. La prima volta che ci sono stata ero una ragazzina, e mi sembrava di essere come Pinocchio nel paese dei balocchi. Tutti questi negozietti di chincaglerie, ristoranti, pizzerie, bar, discoteche, una meraviglia. Non capivo più niente, avrei voluto andare a vivere lì.

La spiaggia di Rimini fotografata durante in nostro week-end settembrino
E così veniamo a noi, al nostro week end passato a Rimini, Settembre 2012. Il nostro albergo era a Marina centro che, inutile dirlo, non mi sembrava più il paese dei balocchi, ma un paese di mare dove è praticamente impossibile morire di fame. Il mare non era bellissimo, ma comunque il bagno l’ho fatto perché per me è un’ingiuria andare al mare e non fare il bagno. La sera poi siamo andati a Rimini città, che non era poi tanto diversa da come me la ricordavo. La cartoleria non c’è più, e al suo posto ora c’è una libreria Mondadori. Passeggiare per le strade di Rimini di sera è comunque sempre bello e Rimini ha un suo fascino tutto particolare.

E poi… domenica mattina… Partenza per Rivabella! Mi aspettavo di trovare un paese completamente diverso da come l’avevo lasciato 17 anni fa, e invece devo dire che è rimasto praticamente uguale. Qualche albergo è stato chiuso e ora giace abbandonato, qualche negozio ora è gestito da Indiani, un albergo è diventato un bar, ma per il resto non è cambiato molto. Ho ritrovato intatti molti dei negozi che vedevo quando ero bambina.

Purtroppo però….la pensione dove andavamo noi non c’è più. Al suo posto ora c’è una palazzina di appartamenti per le vacanze. Sapevo che aveva chiuso quando una decina di anni fa i proprietari ci avevano scritto comunicandoci che avrebbero chiuso l’attività perché non sarebbero riusciti a far fronte alle spese per adeguare gli impianti elettrici. Per fortuna la struttura non è stata abbattuta, ma solo ristrutturata, anche se vedere delle signore sedute a chiaccherare a un tavolino davanti a una finestra dove un tempo c’era l’entrata della pensione, mi ha fatto un po’ effetto.
Ora la pensione Doria di Rivabella, dove ho trascorso le vacanze per ben 18 anni,  è diventata una palazzina di appartamenti per le vacanze....
Proprio dove c'è il bambino col costume rosso, un tempo c'era l'entrata della pensione, mentre nella finestra accanto (al centro della fotografia) c'era la sala tv, con i divani e i tavolini del bar.

Le scale sono rimaste come erano un tempo, e portavano alla sala ristorante, dove si mangiava puntualmente ogni giorno alle 12.30 e alle 19.30 (con tanto di campanella che risuonava in tutto l'albergo per annunciare che era giunta  l'ora dei pasti!)

Sono anche andata in spiaggia, al bagno Sergio n. 2, dove un tempo c’era il bagnino Silvio, sempre abbronzato, con i pantaloncini blu e la canottiera di lana bianca. Lì mi è sembrato veramente di tornare indietro nel tempo. Non è cambiato proprio niente.

La Silvietta davanti all'entrata del mitico Bagno Sergio n. 2
Come mi piacerebbe poter tornare indietro nel tempo e passare una giornata a Rivabella come tanti anni fa!

E voi? Avete un luogo del cuore dove trascorrevate le vacanze? Vi è capitato di ritornarci a distanza di anni?

giovedì 13 settembre 2012

il blog della Ludo


Ciao carissime e amate tesore. Siccome la settimana scorsa la mia amica Francy mi ha chiesto come avrei fatto la prima vetrina autunnale, ve lo racconto qui. Poi appena ho un attimo di tempo vi finisco di spiegare com’è andata a finire con Nettuno il dio del mare anche se vi anticipo che è andata male anche con lui, una delusione. Come dicevo alla Francy, siccome c’è la crisi, ho pensato di fare una vetrina all’insegna della sobrietà. Frange e piume mi sono sembrati quindi gli elementi fondamentali da utilizzare. Tant’è che mi hanno detto che le frange sono il vero must di quest’inverno (e sappiate: gli Swarovski sono fuori moda). Vi spiego: ho steso sul pianale un broccato nero, poi ho sparso qua e là delle piume di uccelli vari (non stiamo qui a puntualizzare su quali tipi di uccelli, comunque non umani ma animali), mentre alle pareti ho appeso degli scialle in raso nero con frange e pizzi. La lingerie poi è tutta in velluto viola e decorata ovviamente con frange. Inutile dire che sia la vetrina che la lingerie sono molto belle. Il fatto è che tutte le volte che si apre e si chiude la porta queste cavolo di piume si spostano di qua e di là per il negozio, e io arrivo a sera che me le trovo dappertutto. La Titti mi ha detto che la vetrina sembra una catafalco, ma lei non ne capisce una mazza di moda, quindi non la tengo neanche in conto. Voi che ne dite?

P.s. Tesore, non è che per caso vi servono degli Svarowsky che io ne ho delle scatole piene e ora che non vanno più di moda non so che farne?

La Ludo è una tardona parmigiana che ogni giovedì si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo. Si è separata l'anno scorso quando ho scoperto che il marito aveva una relazione con un giardiniere russo. Ha un negozio di intimo in centro, abita in centro e frequenta solo gente con i soldi.

mercoledì 12 settembre 2012

Come a casa

La sensazione che ho provato a Les Maurepas è stata proprio la sensazione di essere a casa. Una sensazione stranissima, mai provata prima, nemmeno a casa di amici o parenti. E' stato come se quella casa e quella stanza facessero parte di me da sempre. 

domenica 9 settembre 2012

Coccinelle collezione A/I 2012/13

E’ online sul sito Coccinelle la nuova collezione autunno /inverno 2012/2013. 
Queste le mie preferite della nuova collezione:


Coccinelle è un marchio tutto italiano anzi, lasciatemelo dire, parmigiano. La sede è infatti a Sala Baganza, un paese sulle colline parmensi, a poca distanza dalla città.
Il marchio Coccinelle si è sempre distinto per la qualità dei materiali e per la cura dei dettagli, quasi artigianali.
A mio parere il pellame dei prodotti Coccinelle è veramente buono, io ho delle borsette che hanno alcuni anni ma no li dimostrano assolutamente. Anche il design mi piace molto, anche se ho notato che nelle ultime collezioni invernali non viene data alle borse in tessuto la stessa importanza d che viene data a quelle in pelle: in pratica si assomigliano un po’ tutte.
I prezzi sono un po’ altini, ma si sa, la qualità si fa pagare. D’altronde una borsa Coccinelle è senz’altro una borsa che dura nel tempo, sia per il design che per la qualità. Personalmente mi sento proprio di dire che una borsetta Coccinelle è un investimento

Un consiglio per gli acquisti Coccinelle: all’Outlet Fidenza Village a pochi km da Parma (ma facilmente raggiungibile dall’autostrada, è proprio a fianco dell’uscita dell’A1) potete trovare il negozio Coccinelle. L’assortimento varia da periodo a periodo, logicamente non si trovano tutti i modelli della stagione precedente, ma i prezzi sono veramente vantaggiosi. Si va dal tradizionale prezzo outlet che prevede un 30% di sconto rispetto a prezzo pieno, fino ai saldi finali con il 50% di sconto dal prezzo outlet. Decisamente un bel risparmio! Oltre alle borsette trovate anche accessori come portafogli, portachiavi, scarpe e cappelli.

P.S. Tutte le mie borse Coccinelle le ho acquistate lì!

giovedì 6 settembre 2012

Il blog della Ludo

Lunedì mi è ritornato a casa Gian. In vacanza in Russia dal padre dice che si è divertito molto, ha visto un sacco di cose belle e si è pure trovato la fidanzatina. Il problema è che ora parla solo russo. Si è completamente scordato l’italiano, e per parlare con lui devo chiamare al telefono il mio ex-marito e farmi tradurre.
E’ tornata anche la Prima, che quest’estate è andata a prendere il fresco a Berceto con suo marito e i figli. Lei l’italiano lo parla ancora ma preferisce sempre il dialetto (che in casa mia le proibisco di parlare).
Mi sono poi fatta coraggio e ho riaperto il negozio, sono arrivate un sacco di cose belle per l’autunno, solo che adesso mi tocca metterle tutte negli scaffali. E poi c’è la vetrina da fare. Sono già stanca.
Mi sa proprio che ci siamo. Come dicevano i Righeira “L’estate sta finendo”.
Poi la prossima settimana vi aggiorno su Nettuno perché ormai è tardi e devo andare tesore che vado dalla manicure. Alla prossima settimana!


La Ludo è una tardona parmigiana che ogni giovedì si intrufola in questo blog e scrive un post terapeutico come le ha consigliato lo psicologo. Si è separata l'anno scorso quando ho scoperto che il marito aveva una relazione con un giardiniere russo. Ha un negozio di intimo in centro, abita in centro e frequenta solo gente con i soldi.

lunedì 3 settembre 2012

Caro diario...mese di Agosto

Complici le due settimane di ferie (forzate) passate a casa in compagnia di caldo e afa, questo mese è stato piuttosto ricco di cose interessanti... 
Eccovi un breve riepilogo!


Manicure al Fidenza Village
La manicure mia e della Betta.
Io mi sono fatta mettere lo smalto celestino color mattonella del bagno,
e lei un rosso ciliegia.
Giovedì 2 Agosto io e la mia compagna di sventura (la Betta) abbiamo approfittato delle aperture serali del giovedì sera dell'outlet Fidenza Village per farci una manicure agratis.
La profumeria dell'outlet offriva infatti, in collaborazione con Essie, una manicure gratuita nonché un bicchiere di prosecco. Potevamo lasciarci scappare l'occasione? No!
Tant'è che io mi sono pure scolata due prosecchi (il mio e quello della Betta che non beve). 


 La cena al castello 


Era da tanto che volevo provare questo ristorante di cui tutti mi avevano parlato bene, e così un sabato sera, senza aspettare un'occasione speciale siamo andati. Il posto è effettivamente molto bello: immaginatevi un castello in collina, dove anche nelle sere d'estate spira una leggera brezza. Immaginatevi di cenare in un prato illuminato da fiaccole ai piedi di questo piccolo castello magnificamente ristrutturato. Immaginatevi la tavola decorata con fiori candele e immaginatevi di mangiare bene, molto bene. Ecco, questo è il Castello dell'Elfo a Rivalta, a pochi km da Parma.


La gita di Ferragosto
La gita di Ferragosto al Lago Scuro
in compagnia del mio maritino e della Betta,  mitica compagna  di sventure
Passare il Ferragosto a casa può essere piacevole, se si organizza una gita in compagnia delle persone a cui si vuole bene. Come l'anno scorso, anche quest'anno abbiamo organizzato una bella gita sui nostri Appennini. La meta era il Lago Scuro, passando attraverso il Passo di Fugicchia (1.669 metri!). Ragazzi che scampagnata!

Il bagnetto alla Prissi
L'espressione della Prissi parla più di qualunque didascalia

Sì lo so, ditemi che sono pazza, ma io un bagnetto all'anno glielo devo fare. Uno, non di più. E' vero che sta sempre in casa e non esce, ma questo lercione che vedete qua sopra, d'estate si corica nei vasi, si rotola ben bene nella terra, e poi quatto quatto se ne viene a dormire sul letto...



Gita al lago di Garda
A sinistra Limone, in alto Malcesine, e Bardolino in basso

Il lago di Garda
visto dalla spiaggia val di sogno di Malcesine
Per smorzare la monotonia della seconda settimana di ferie a casa, abbiamo fatto una bella gita in giornata al Lago di Garda. Non mi stancherò mai di dire quanto è bello questo lago.
La giornata era veramente caldissima, e resistere a un bagno nelle fresche acque del lago era praticamente impossibile. Noi abbiamo fatto tappa prima a Malcesine (dove abbiamo fatto il bagno e abbiamo pranzato), per poi prendere il traghetto per Limone, e infine l'ultima tappa a Bardolino.

E ora vi saluto con questa foto della "balena spiaggiata" come mi ha simpaticamente descritta Luca, sulle rive del Lago Scuro:




Alla prossima!